Verità x

verita-per-giulio-regeni

Non è stato un incidente e neanche la voglia
di non vedere più la brutta gente che gira
gira e stritola, gira e schiaccia
vomita ovunque una paura verdastra

Su noi il profumo untuoso della mirra
l’attenzione dentata della macchina che gira
gira e stritola, gira e schiaccia
diffonde un primaverile odore di sangue

Non è stato un incidente, noi non siamo
scivolati per errore sul sarcofago che gira
gira e stritola, gira e schiaccia
ci hanno legati e appesi per le braccia

Su noi l’astio felpato della corte
del faraone e del suo titolo che gira
gira e stritola, gira e schiaccia
ci schizza la corrente nella lingua

Non è stato un incidente e noi sappiamo
sappiamo tutto e dobbiamo tacere
girati e stritolati, girati e schiacciati
dentro la piramide, avvolti di bende sporche

e i nostri volti non saranno riconosciuti
cosa diranno nostra madre e nostro padre
girati e stritolati, girati e schiacciati
cosa diranno quelli che sanno e non parlano.

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Sull’assenza di un’ode al polpaccio

Anche i muscoli diversi dal cuore
ora pulsano ed ora si spezzano
ma non hanno lo stesso valore

ma poi il corpo va avanti anche a mezzo
se non sente che il troppo dolore
gli s’incastra di rosso gli spazi

nella nebbia che è senza colore
con il sangue ed i lividi a chiazze
nella sabbia trascina il suo amore

e se il cuore di colpo va in pezzi
lui va avanti alla cieca per ore
senza chiedere mai una carezza

solo i muscoli e il tempo e il sudore
danno al cuore il motivo di grazie
ma non hanno lo stesso valore.

I poeti non capiscono un cazzo.

 

centauromachia

Centauromachia – Michelangelo Buonarroti, 1492 ca.

Lazarus

Ho dormito un sogno di ghiaccio
per milleduecento anni l’ho sognato
avevo il segno nero del mio cancro
intarsiato sui polmoni come un fiore

gioiello della mia generazione
io sono, salvata dalle tenebre
per camminare ancora questa terra
spazzata dai venti nucleari

siamo pochi, veniamo dal passato
con i nostri nudi corpi cadaveri
e i rossi ricordi-pesce guizzanti
soli rimasti, andiamo nel domani

le dita unite, coi fiori appassiti
dei nostri mali nelle nostre carni
come andammo nel sonno fiduciosi
nella più crudele forma della vita

l’evoluzione gioca con le bambole
senza pietà come tutti gli esseri umani
ma noi lo stesso andiamo nel domani
e tutti siamo noi contaminati

dalla fredda speranza che verrà.

 

nudo blu picasso 1902.jpg

Nudo blu – Pablo Picasso, 1902

 

Sulla ragazza di ghiaccio